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ARTISTI IN PIAZZA 2006
di Moretti Gionata
16/05/2006

"Se vuoi ammirare la meravigliosa variegatezza dell’animo umano guarda l’Arte"...
Nessuna frase sembra più appropriata per descrivere la straordinaria ricchezza espressiva insita nell’Arte, in questa viva concretizzazione sensibile dell’abilità compositiva dell’artista, della sua genialità, della sua interiorità più sincera. Questa sublime varietà, che esalta l’Uomo nella sua interezza, è stata la grande protagonista della tradizionale rassegna d’Arte nota come Artisti in Piazza, proficuamente organizzata dal Circolo Culturale Don Emilio Verzeletti come evento centrale della Ventesima Stagione d’Arte.
Per il primo anno tale evento si è svolto non solo nel giorno festivo, ma ha occupato anche il pomeriggio del sabato, per abbracciare compiutamente l’intero fine settimana.
Da due anni tale manifestazione si svolge, in collaborazione con la Parrocchia e l’Assessorato alla Cultura del nostro Comune, nell’ambito della "Giornata del Volontariato". Essa è divenuta così occasione anche per sottolineare la presenza del Circolo tra i molti gruppi che, con impegno esemplare, dedicano buona parte del proprio prezioso tempo libero al Prossimo, in un sincero e disinteressato slancio d’affetto che rappresenta pienamente l’essenza della solidarietà.
Nonostante un tempo irascibile, invidioso della toccante bellezza delle opere d’arte, esposte nella nostra centralissima piazza, sono stati numerosi i visitatori che hanno voluto ammirare l’impegno e l’abilità degli artisti, molti dei quali hanno realizzato le proprie opere sul posto, pur combattendo contro un vento un po’ troppo fresco per essere definito primaverile.
In una cornice profondamente suggestiva, i passanti hanno potuto ammirare la caleidoscopica sinfonia d’immagini dei dipinti, che spaziavano da paesaggi innevati, a piccoli scorci agresti, passando per grandi distese marine e nature morte di rara bellezza e precisione: è la Natura, insomma, la grande protagonista dei quadri e perciò non può certo mancare la sua creatura più affascinante ed emblematica, l’Uomo, presente come soggetto principale dei ritratti, come piccola figura immersa nell’immensità del Creato in opere dal richiamo romantico, come ieratica e sublime incarnazione della Divinità nei quadri di carattere sacro. Soffermandosi a contemplare queste opere, i visitatori rimanevano colpiti anche dalle differenti tecniche utilizzate, tra cui è comparso addirittura l’originalissimo strappo d’affresco. Nelle pennellate vibranti o stese con cura, nei colori vivaci o profondamente cupi, nelle figure classicheggianti, espressionistiche o pseudo-astratte, si trovavano gli ingredienti essenziali che hanno dato forma, luce e vita alle variopinte creazioni pittoriche.
Anche la fotografia è stata una protagonista di primo piano dell’evento, con una ricca carrellata di toccanti inquadrature, in grado di catturare un istante della vita nell’eternità. Come non rimanere colpiti di fronte ad un paesaggio, uno sguardo, un semplice particolare, in cui si fonde la naturalezza del sembiante con la forza di un significato spesso nascosto e quindi ancora più profondo.
Particolarmente ammirati dai partecipanti sono stati gli scultori, che hanno saputo vivificare con grande abilità manuale la materia, facendo emergere la forma in tutta la sua toccante bellezza, passando dall’armonia di opere più lineari, caratterizzate da un’equilibrata dinamicità, a creazioni più tradizionali e curate nei particolari, tutte accomunate da un’estrema densità di significato.
Accanto alle altre numerose espressioni artistiche presenti, dalle stampe alle decorazioni, non poteva certo mancare la musica classica, la più alta e diretta delle Arti, perché la meno ancorata alla materia, la più vicina alla spiritualità dell’anima: dal toccante e deciso suono del pianoforte fino alla dolce melodia della cornamusa, passando per gli originali timbri del liuto, del flauto e del trombone a tiro, tipici della musica rinascimentale.
Il tardo pomeriggio della domenica ha infatti avuto come protagonista d’eccezione il famoso gruppo artistico cremonese La Rossignol, che ha intrattenuto i visitatori con musica e danze tipiche del Quattrocento e del Cinquecento: i bravissimi interpreti, vestiti con splendidi abiti tipici rinascimentali, hanno colpito soprattutto per l’armoniosa e aggraziata vitalità dei gesti, in grado di evocare la pienezza e la semplicità di un passato ormai lontano, sprofondato nel caotico abisso del presente.
In questa atmosfera vibrante, l’inesorabile incedere del tempo sembrava rallentare e permetterci finalmente di sognare, di provare, accanto ad una piccola ed inevitabile nostalgia, una gioia vera e una serena spensieratezza, così da cogliere la fugace traccia di un mondo più autentico, illuminato dalla straordinaria purezza dell’immortale espressione artistica.


Alcuni scorci dell'edizione 2006 (clicca per visualizzare le foto)

Foto 1. Giovani musicisti
Foto 2. Scorcio della piazza
Foto 3. La Rossignol
Foto 4. La Rossignol

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